Caffé, viaggio nei chicchi del futuro (quelli che conosciamo sono a rischio estinzione)
La crisi del caffè è già arrivata al bancone. In Italia il prezzo medio dell’espresso nelle grandi città è salito da 1,04 euro nel 2021 a 1,25 nell’agosto 2025: il 20,6 per cento in più. Dietro quei venti centesimi non ci sono solo energia, affitti e lavoro, ma una materia prima sempre più cara. Secondo la Fao, tra il 2023 e il 2024 i prezzi internazionali del caffè sono aumentati in media di quasi il 40 per cento; da allora le quotazioni oscillano bruscamente, segno di un mercato estremamente nervoso. Nell’Unione europea, un aumento del 10 per cento dei prezzi internazionali si traduce, in circa 19 mesi, in un rincaro medio del 2,4 per cento nei negozi.
Il problema comincia nelle piantagioni. Il mondo beve quasi esclusivamente due specie: la Coffea arabica, più profumata e delicata, e la Coffea canephora, commercialmente “Robusta”, più amara, corposa e ricca di caffeina. È una dipendenza pericolosa: l’arabica richiede climi relativamente freschi, piogge regolari e altitudini elevate. In Brasile, primo produttore mondiale, siccità, caldo e gelate hanno danneggiato più raccolti; in Vietnam, principale produttore di Robusta, la siccità ha ridotto del 20 per cento la produzione 2023-2024 e del 10 per cento le esportazioni.
La vulnerabilità dei due giganti mondiali e la........
