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Tossicodipendenza, i nuovi fantasmi dei giovani dalla cocaina alla schiavitù dei social

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14.08.2026

Sani del Cepid di Roma lancia l’allarme sulla tossicodipendenza: «I genitori sono ignari di dell’abuso che ne fanno i loro figli»

Non ci sono più solo le sostanze di strada. Oggi il malessere dei più giovani viaggia lungo due binari paralleli: la chimica sintetica che invade invisibile i canali di spaccio e il ritiro solitario davanti a uno schermo. Un disagio mutevole e velocissimo, che spiazza le famiglie e cancella la vecchia definizione di dipendenza. Dalle molecole inedite alle gabbie digitali, il principio attivo non cambia: l’impatto sui circuiti cerebrali del piacere produce gli stessi effetti di una droga, trasformando comportamenti apparentemente innocui in una vera emergenza sommersa.

Come è cambiate la tossicodipendenza

A lanciare un forte grido d’allarme il prof. Gabriele Sani, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria Clinica e d’Urgenza, responsabile del CEPID (Centro Psichiatrico Integrato di Ricerca, Prevenzione e Cura delle Dipendenze) del Policlinico Gemelli di Roma: “Le dipendenze non si fermano più soltanto alle sostanze stupefacenti classiche, purtroppo sempre drammaticamente diffuse, ma si stanno evolvendo in gravi disfunzioni comportamentali e digitali – spiega il prof. Gabriele Sani – I dati confermano che decine di migliaia di adolescenti italiani soffrono o sono a forte rischio di dipendenze comportamentali. Parliamo di un uso compulsivo e patologico della tecnologia nelle sue varie forme: dal generico tempo passato davanti a uno schermo a social network, videogiochi, eccetera”.

“Queste dinamiche”, aggiunge, “agiscono sugli stessi network cerebrali stimolati dalle sostanze stupefacenti, compromettendo seriamente lo sviluppo psicologico, relazionale ed educativo dei nostri ragazzi. Il rischio maggiore risiede........

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