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Quattro Beatles, quattro film (firmati Sam Mendes), una sola leggenda

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Quattro uomini diventati, insieme, qualcosa di immensamente più grande della somma delle loro individualità. Regia di Sam Mendes

Una mattina dell’agosto 2026, davanti agli Abbey Road Studios di Londra, il tempo sembra improvvisamente essersi fermato Quattro uomini attraversano in fila le strisce pedonali più celebri della storia della musica. Il primo è vestito di bianco. Il secondo di nero. Il terzo cammina scalzo. L’ultimo chiude la fila. La composizione è inconfondibile. Ma John Lennon è Harris Dickinson. Ringo Starr è Barry Keoghan. Paul McCartney è Paul Mescal. George Harrison è Joseph Quinn.Cinquantasette anni dopo lo scatto realizzato da Iain Macmillan l’8 agosto 1969 per la copertina dell’album Abbey Road, Hollywood ha riportato i Beatles su quelle stesse strisce. E Paul Mescal, come allora McCartney, naturalmente, è scalzo. È un’immagine perfetta per raccontare ciò che il regista Sam Mendes sta realizzando. Perché Mendes non gira un biopic sui Beatles, ma quattro.Quattro lungometraggi distinti, costruiti dal punto di vista di ciascuno dei componenti della band e destinati a intersecarsi per raccontare un’unica storia. L’operazione si intitola The Beatles – A Four-Film Cinematic Event e arriverà nelle sale tra la fine del 2027 e l’aprile del 2028.

Per quasi vent’anni Hollywood ha costruito una parte decisiva del proprio immaginario popolare intorno ai supereroi come Superman, Batman, i Fantastici Quattro. Personaggi mitici attraverso i quali raccontare talento, potere, ascesa, conflitto, perdita, caduta e redenzione. Ora l’industria sembra avere trovato un’altra miniera di mitologie. Le rockstar. Personaggi che il pubblico conosce già. La differenza è........

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