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Se la bellezza diventa una condanna

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04.07.2026

Il canone estetico da censurare (o al quale aspirare) è protagonista di nuove distopie. Che in comune hanno la deriva wokista sul livellamento sociale

I primi segnali arrivano quando Lenaz, una ragazza di ottima famiglia, figlia di intellettuali e a sua volta studentessa impegnata e politicamente sensibile, si rivolge a una sua compagna di corso particolarmente avvenente e le sibila: «Alexa, non lo dico per te personalmente. Ma hai mai pensato ai tuoi privilegi immeritati e alla giustizia ottica in generale?». Alexa rimane sorpresa, mai si sarebbe aspettata di sentire citare qualcosa come la giustizia ottica.

Ma Lena insiste, le punta il dito contro e le intima di rendersi conto di quanto sia privilegiata. «Mi ha detto che dovrei pensare all’impatto che il mio aspetto potrebbe avere sugli altri, che potrei intimidirli, anche involontariamente. Che dovrei sentirmi responsabile verso le altre donne per il fatto di avere la possibilità di incontrare uomini che la maggior parte di loro non incontrerà mai. Che riceverei un trattamento preferenziale all’università, e che lo stesso accadrà con il lavoro. E che, in quanto donna, incarnerei gli ideali di bellezza della società, continuando a godere di privilegi, anche se questi standard di bellezza sarebbero stati da tempo smentiti dalla scienza che li ha mostrati come puri costrutti sociali. Infine ha detto forse la cosa più assurda, ossia che godrei di una cosa che lei definisce bonus bellezza.

Inizia così, con rivendicazioni che sembrano folli e persino ridicole tanto sono allucinanti. Ma finisce molto male, e molto seriamente, con una repressione feroce. Come quella che esplode all’improvviso in casa della giovane Eva.

«Solo quando i genitori videro otto agenti in tenuta antisommossa, affiancati da due sentinelle robotiche, capirono la gravità della situazione.

Ma ormai era troppo tardi e la loro disperazione non fece la minima differenza. Il padre si scagliò contro gli agenti, con la rabbia che veniva dal fondo del suo amore.

La madre di Eva, singhiozzando, afferrò un inutile........

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