Sei in vacanza ma pensi ancora al lavoro? La routine di 10 minuti per staccare davvero
Il corpo è già sotto l’ombrellone, la mente ancora davanti al computer. Respirazione, movimenti dolci e qualche ora senza notifiche possono aiutare a rallentare e a entrare finalmente nel ritmo delle ferie. Senza trasformare il cortisolo nel nuovo nemico da combattere
Le valigie sono state chiuse, la risposta automatica alle email è attiva e il computer è rimasto a casa. Eppure basta il rumore di una notifica, il ricordo di una scadenza o il pensiero del rientro per ritrovarsi mentalmente alla scrivania, magari mentre si è già distesi sotto l’ombrellone.
Riuscire a partire, insomma, non significa necessariamente riuscire a staccare. Una ricerca condotta nel 2023 da OnePoll per Hilton su un campione di duemila persone mostrava che il 44 per cento degli italiani aveva bisogno di almeno cinque giorni per rilassarsi completamente. Il 29 per cento continuava a pensare al lavoro lasciato in ufficio, mentre il 27 per cento era già preoccupato per ciò che lo avrebbe aspettato al ritorno.
È il piccolo paradosso delle ferie contemporanee: aspettiamo per mesi il momento in cui potremo rallentare, ma quando finalmente arriva non sappiamo più come farlo.
Perché la mente resta al lavoro anche in spiaggia
Passare da settimane scandite da riunioni, appuntamenti, messaggi e decisioni a giornate improvvisamente vuote non è sempre immediato. Il corpo cambia luogo più velocemente di quanto il cervello riesca a cambiare ritmo.
«Quando siamo costantemente sotto pressione, il nostro organismo rimane in una sorta di stato di allerta permanente», spiega Christian Boceda, personal trainer e fondatore di CB Coaching. «Anche se ci troviamo finalmente in vacanza, il cervello continua a comportarsi come se dovesse risolvere problemi, rispettare scadenze o prendere decisioni».
Lo stress, del........
