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Paris Jackson torna con Happiest Day of My Life: il rock come spazio di libertà

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22.08.2026

A quasi sei anni da wilted, Paris Jackson pubblica il secondo album della sua carriera, undici tracce tra alternative rock, fragilità e rinascita realizzate insieme a Linda Perry, Butch Walker e Jason Lader. E con il nuovo disco sembra sempre meno interessata a spiegare chi è e sempre più determinata a farlo ascoltare.

Ci sono artisti per i quali il secondo album rappresenta una conferma e altri per cui diventa, inevitabilmente, una dichiarazione d’indipendenza. Nel caso di Paris Jackson, tornare con un nuovo disco quasi sei anni dopo wilted significa soprattutto mostrare quanto sia cambiato il perimetro entro cui ha deciso di muoversi, perché Happiest Day of My Life, pubblicato il 21 agosto da Republic Records, non sembra costruito per addolcire gli spigoli del suo esordio, quanto piuttosto per renderli più evidenti, lasciando che chitarre, vulnerabilità e riferimenti all’alternative rock degli anni Novanta sostengano undici brani nei quali la componente autobiografica rimane centrale senza trasformarsi nell’unico argomento possibile.

Il cognome Jackson continuerà inevitabilmente ad accompagnarla, ma il punto interessante della sua traiettoria musicale è ormai un altro: Paris ha scelto da tempo di non inseguire il pop monumentale associato alla propria storia familiare e di costruire invece un’identità che guarda a The Smashing Pumpkins, Pixies, Marcy Playground e Bright Eyes, attraversando rock alternativo, folk e distorsioni con una scrittura nella quale il dolore non viene spettacolarizzato, ma trattato come materia da trasformare.

Il risultato è Happiest Day of My Life, un titolo apparentemente luminosissimo per un disco che, al contrario, attraversa guarigione, relazioni, perdita, disillusione e ricostruzione personale prima di arrivare a una qualche forma di luce.

Da........

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