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Milano, cantieri fermi e famiglie senza casa: il fallimento urbanistico dell’era Sala

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27.06.2026

Nonostante le assoluzioni per il grattacielo di via Stresa, sono migliaia le famiglie che hanno pagato una nuova casa ma non riescono a entrarne in possesso a causa degli inciampi edilizi della giunta Sala. Una paralisi che tiene sotto scacco cittadini e costruttori.

Mirko ha 33 anni. Quando, alla fine del 2024, ha deciso insieme alla compagna di aderire a un progetto di edilizia cooperativa, pensava di essere a pochi passi dalla sua prima casa. L’intervento sarebbe dovuto partire nell’estate del 2025, in via Castellammare. Oggi, quasi due anni dopo, non sa ancora se e quando vedrà aprire quel cantiere. Nel frattempo, continua a vivere in una città dove comprare casa è sempre più difficile e dove persino i progetti pensati per rendere l’abitare più accessibile sembrano essersi impantanati in una palude burocratica senza uscita. Claudia, invece, aspetta dal 2020. Quando aderì all’intervento di via Taggia, suo figlio aveva due anni. Oggi ne ha otto. Intanto è arrivato un secondo bambino, la famiglia è cresciuta, le esigenze sono cambiate. La casa, però, è rimasta solo sulla carta. Sei anni dopo non esiste ancora una data per l’avvio dei lavori. Poi c’è Teresa, che racconta la vicenda del figlio, socio della cooperativa Cascina Gatti. Nel 2024 aveva aderito al progetto con la prospettiva concreta di trasferirsi entro il 2027 in un quadrilocale adatto a una famiglia con tre figli piccoli. Oggi i bambini stanno per diventare quattro, mentre la famiglia continua a vivere in un appartamento troppo piccolo, dopo avere già sostenuto un significativo esborso economico e senza alcuna certezza sul futuro. La sua preoccupazione è racchiusa in una frase pronunciata dalla nipote: «Nonna, per Natale mi regali un po’ di spazio in casa?». Una domanda che Teresa racconta di non avere potuto soddisfare. E che fotografa meglio di qualunque statistica il costo umano della crisi abitativa milanese. Se la situazione non si sbloccherà, aggiunge, potrebbe  arrivare a lasciare il proprio alloggio al figlio, per garantire alla sua famiglia condizioni abitative migliori.

Poi ci sono le famiglie dei cantieri sequestrati. Quelle che continuano a pagare mutui per appartamenti che non possono abitare. Quelle che versano contemporaneamente rate e affitti. Quelle che da oltre due anni vivono sospese tra ricorsi, sequestri, sentenze e rinvii. Dopo l’assoluzione piena nel processo Torre Milano, il Comitato Famiglie Sospese ha parlato di «un’ingiusta........

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