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Luciano Cannito: un artista senza confini

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30.03.2026

Uno dei grandi maestri del teatro italiano si racconta svelando la sua estrema curiosità, il rigore nella danza e la voglia di sperimentare

“È curioso vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto, hanno le maniere semplici.” Così scriveva Giacomo Leopardi. Duecento anno dopo, la frase sembra essere ancora più attuale.

Solitamente, maggiore sono la personalità, il carisma e il talento di chi si intervista, maggiore è la sua umiltà nel raccontarsi, e Luciano Cannito ne è un perfetto esempio.

Ballerino, straordinario porteur, coreografo, regista, imprenditore, pianista, presidente e direttore artistico di diversi teatri, pilota di aerei privati, ideatore di creatività. Laurea in Lettere, intrapresa dopo aver lasciato Medicina per potersi dedicare totalmente alla danza.

Luciano, ho dimenticato qualcosa?

“Alcuni anni fa mi chiamavano “l’Ufo”, perché nessuno riusciva a collocarmi in un settore preciso; credo che questo sia stato il mio vantaggio e il mio svantaggio nella carriera. Sono estremamente curioso e ho toccato diversi profili del mondo dello spettacolo: danza, cinema, opera lirica nel balletto e, ultimamente, musical.”

Tu nasci come ballerino classico, con la passione nata da ragazzo

“E’ inevitabile che la passione nasca e si coltivi fin da ragazzo per elevarla a livello professionale. Ho un percorso assolutamente accademico di formazione rigidissima, quasi fondamentalista oserei dire, della severità della danza, della disciplina, della ricerca dell’eccellenza e del dettaglio. Ho perso mio padre a sedici anni, e visto che mia mamma non lavorava, la mattina andavo tre volte a settimana ai mercati generali (in quel periodo abitavamo a........

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