Da orfano di guerra a “boia di Srebrenica”: chi era Ratko Mladic, l’uomo che divide ancora i Balcani
Due campane risuonano in maniera dissonante, in un torrido pomeriggio balcanico, accolte come una liberazione non da pochi, nei luoghi dei suoi crimini: Sarajevo, Prijedor, Foča, Vlasenica, Zvornik, Goražde, Srebrenica. E suscitando commozione in altri, in Serbia e in Republika Srpska. E una notizia, di certo storica, diventa oggetto di letture opposte, com’era da metter in conto.
Notizia che arriva prima dalla Tv serba e poi dai tabloid filogovernativi di Belgrado, che annunciano a lutto «la morte del generale», ricordando le gesta del «comandante eterno».
I media a Sarajevo, nel cuore di quella Bosnia lacerata dalla guerra di più di trent’anni fa, che ancora piange centomila morti, annunciano invece all’unisono la scomparsa del «criminale di guerra» per eccellenza.
Scontava la pena dell'ergastolo per il genocidio di Srebrenica e i crimini commessi durante la guerra in Bosnia. Negata dal tribunale la richiesta di scarcerazione avanzata dalla famiglia per motivi di salute
Sono le due letture, nei Balcani, sul decesso di Ratko Mladić, per tanti il “boia di Srebrenica”, per alcuni ancora un eroe. È uno dei tristi lasciti di una figura che ancora divide. Lo si comprende passeggiando per Belgrado, dove non è raro vedere sui muri........
