La pesca e la guerra della Ue al piombo in mare: «La cautela è d’obbligo con i metalli pesanti»
Che il piombo possa provocare danni alla salute umana, oltre che ad altri organismi, con effetti di forte neurotossicità, è noto da tempo, come dimostra la messa al bando globale della sua presenza nella benzina sin dai primi anni 2000.
L’esposizione nei primi due secoli dopo Cristo ad alte concentrazioni dei romani, a causa dell’aumento della produzione di monete d’argento e della sua estrazione, avrebbe provocato loro una diminuzione del quoziente intellettivo, come risulta da una ricerca pubblicata su Pnas.
«Gli effetti dipendono però dalla concentrazione, dalla durata dell’esposizione, dal tipo di organismo», ricorda Ginevra Rosati, biologa ambientale e ricercatrice dell’Ogs di Trieste, le cui attività di ricerca si focalizzano sulla comprensione delle dinamiche di dispersione, trasformazione e bioaccumulo di contaminanti in ecosistemi marino-costieri con il supporto di modelli biogeochimici.
Nuove evidenze scientifiche hanno aumentato il livello di preoccupazione riguardo all’esposizione anche a bassissime concentrazioni di piombo. Si ritiene che ci siano effetti sullo sviluppo neurologico, senza una soglia sicura di esposizione. Inoltre, è stato osservato un forte impatto dei pallini di piombo sull’avifauna, che li ingerisce accidentalmente, andando incontro ad intossicazione acuta. Non a caso questi sono già vietati dall’Ue nelle aree umide, ma si........
