Il filosofo Sloterdijk racconta i principi da parodia del nostro presente
«Nel gennaio del 1793 i francesi hanno decapitato il loro ultimo re. Undici anni dopo, il 2 dicembre 1804, avevano a capo un imperatore. In questi undici anni c’è una grande lezione della politica moderna sulla democrazia». Nel suo tono pacato il professor Peter Sloterdijk passa in rassegna genealogie di pensieri che si snodano lungo i secoli e che scandiscono i destini d’Europa. Il filosofo è a Pordenonelegge per presentare il suo ultimo libro “Il principe e i suoi eredi” (Raffaello Cortina Editore, 2026, pp. 240, 19 euro): «Chi parla di democrazia e passa in silenzio quegli undici anni fra il 1793 e il 1804 – spiega il pensatore di Karlsruhe - non ha capito cosa significa democrazia e cosa significa politica».
Il libro si tuffa appieno nel contemporaneo, trattando il proliferare di nuove figure autoritarie dentro al mondo democratico: «Non si tratta di un ritorno della monarchia, quanto di una continuità monarchica che è sempre presente negli stati democratici ed è più o meno visibile nel corso del tempo». Sulla copertina del volume figura un’illustrazione di Donald Trump nelle vesti d’un signorotto cinquecentesco. Perché Machiavelli, spiega Sloterdijk, è stato........
