Lo strano "dittatore" battuto nelle urne
Ungheria. Ovvero lo strano caso dell’«autocrate» macché: del «dittatore» - che perde le elezioni, ammette che «il mandato di governo non ci è stato dato», telefona allo sfidante per congratularsi e poi promette opposizione in parlamento. A Budapest domenica sera è accaduto l’impensabile: Vitkor Orbán, proprio lui, mentre erano ancora in corso i calcoli per capire di quanti seggi sarebbe stata la maggioranza del rivale Péter Magyar, ha ammesso il risultato «doloroso, ma chiaro», con il quale gli elettori hanno provocato il cambio di governo. Nessun trucco per rovesciare l’esito uscito dalle urne, nessun “colpetto di Stato”, nessun agente provocatore straniero in azione. Eppure per anni da sinistra ci hanno raccontato di un uomo spietato - «il teorico della democrazia illiberale», l’ha definito il 29 ottobre 2025 Peppe Provenzano, il responsabile esteri del Pd - pronto a tutto pur di tenersi il potere.
COME IL FÜHRER Del resto cosa aspettarsi da «un autocrate che calpesta lo Stato di diritto, i diritti civili, che imprigiona gli oppositori e che sta riportando l’Ungheria........
