Il piano Trump sul Golfo E la sfida a Europa e Cina
Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Giappone praticamente cinque degli stati membri del G7 esclusi Canada e Stati Uniti- assieme all’Olanda- il Paese del segretario generale della Nato Rutte che è stato fino a poco tempo fa primo ministro ad Amsterdam - hanno emesso una dichiarazione congiunta con cui condannano gli attacchi iraniani contro obiettivi civili ed infrastrutture energetiche dei paesi del Golfo Persico. E volendo contribuire a ristabilire la libertà di navigazione lungo lo Stretto di Hormuz, si dichiarano pronti a fare quanto necessario. Ed intanto hanno ribadito di avere iniziato la fase di «pianificazione preparatoria». Gli Stati Uniti dal canto loro si sono dati un obiettivo temporale di due settimane per riconquistare quella lingua di Golfo riassicurando la normale navigazione. Molti media mainstream occidentali avevano salutato con evidente soddisfazione la “ribellione” degli alleati occidentali alla richiesta di Trump.
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