Basta allarmismo sul prezzo del petrolio: i mercati scommettono sulla fine della crisi
Javier Blas è forse il più importante analista al mondo quando si parla di materie prime come il petrolio. E si fa domande precise. Ma quanto costa davvero il petrolio? E quanto è cambiato il prezzo negli anni? La domanda non è oziosa.
Con gli smartphone puoi controllarne il prezzo. I social ti tengono al corrente di ogni minima variazione. Le oscillazioni, soprattutto in momenti di forte volatilità come questo, ti vengono segnalate. I commentatori leggono l’evoluzione (o l’involuzione) della crisi partendo dal prezzo del greggio. Se questo scende, bel tempo. Se invece sale, burrasca.
La verità è che forse diamo troppa importanza a questi numeri e finiamo per perdere di vista l’essenziale. Magari ci preoccupiamo inutilmente. O forse ignoriamo i veri segnali di allarme. Le riflessioni di Blas sono illuminanti. La prima riguarda l’esistenza di due mondi. Il primo mondo è il mercato del petrolio. Quello vero. Che cambia di mano.
Che si vede. Che si tocca. Che lo si annusa e quasi “lo si assapora”. Immagine iperbolica, certo, ma che rende l’idea. Il petrolio viene infatti raffinato e quindi scomposto in ciò che veramente ci serve. Sia esso benzina, diesel, kerosene per gli aerei........
