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Due milioni di danni: il conto a chi lo diamo?

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19.10.2026

Negozi saccheggiati, auto vandalizzate, vetrine spaccate, i pali dei cartelli stradali utilizzati come lance. E poi cassonetti incendiati e bidoni dell’immondizia lanciati contro le forze dell’ordine. Senza dimenticare i sampietrini e i pezzi di pavé usati come proiettili. Ma anche le ore di lavoro perso da chi non ha potuto raggiungere il proprio posto di lavoro, con gli esercenti e i commessi costretti ad asserragliarsi nei negozi per difendere se stessi e la merce. E che dire dei turisti sorpresi e impauriti da tanta violenza? Anche loro vittime di una follia senza senso, di una guerriglia urbana fatta solo per fare danni, senza una reale motivazione, ammesso vi sia mai un motivo per devastare una città.

C’è tutto questo, ma non solo, nel conto dei danni provocati dagli sfascisti di sinistra, con dentro i maranza guidati dai professionisti delle violenze di piazza che hanno messo a ferro e fuoco le città italiane. Il punto massimo a Milano, colpita al cuore e stuprata nella sua stessa essenza di città europea, aperta al nuovo, diventata l’epicentro dell’ondata di violenza che dalla Francia è arrivata in Italia. Secondo le prime stime si parla di almeno due milioni di euro di danni, la metà nel capoluogo lombardo, anche se per la cifra esatta occorre attendere il bilancio degli scontri di ieri. E, come è facile intuire, i due........

© Libero Quotidiano