Mario Adinolfi, dalle primarie del Pd all'Isola dei famosi
La politica come specchietto per le allodole. Il moralismo come scudo dietro il quale nascondersi per convincere, in realtà, non così tanti elettori. Ma quelli sufficienti a rimanere sempre a galla su più fronti. Questo è Mario Adinolfi, tecnicamente un avventuriero, fino a ieri – considerando la catena di insuccessi collezionati – nemmeno così sfortunato. Ieri, se le gravi accuse mosse a suo carico saranno confermate, si sarà capito il perché. Coinvolto in una storia di truffe a sei zeri reiterate nel tempo che tra le vittime collezionava, secondo le indagini, proprio le persone psicologicamente più fragili. Come dire: beati gli ultimi, se i primi sono onesti. Tutto ciò in barba alla fede cattolica sbandierata e a quella Croce che, a metà degli anni ‘10 del 2000, era diventato anche il nome del quotidiano fondato da Marione e morto ben prima di qualsiasi possibile resurrezione.
A svelare, però, il volto da autentico jolly di Adinolfi, è l’altra grande passione, quella meno prevedibile: il poker. Un hobby nato quasi per gioco e diventato un’attività agonistica di alto livello. Tra il 2009 e il 2011 è stato tra i protagonisti del circuito internazionale, primo italiano a raggiungere un tavolo........
