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Servono Israele e un tubo per superare la crisi energetica

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10.08.2026

Israele propone al Golfo un tubo. La novità è che il Golfo, stavolta, si è messo a discuterne. Il ministro dell'Energia israeliano, Eli Cohen, ha raccontato al quotidiano Israel Hayom che da settimane i suoi funzionari incontrano i diplomatici di alcuni Paesi arabi per dare al petrolio del Golfo una via d’uscita che non dipenda dal mare. Il progetto “grande” è un oleodotto di settecento chilometri che dai giacimenti sauditi raggiunge il porto israeliano di Eilat, sul Mar Rosso. Quello “piccolo” non richiede nemmeno di scavare ed è pronto domani: le petroliere caricate al porto di Yanbu risalgono il Mar Rosso, scaricano a Eilat, e da lì una conduttura che esiste dal 1969 – la Trans-Israel Pipeline, lunga 254 chilometri – porta il greggio ad Ashkelon, sul Mediterraneo, dove riparte per l'Europa.

«I Paesi del Golfo non vogliono dipendere né dall’Iran né dagli Huthi per le esportazioni di petrolio», ha detto Cohen: «Se si crea una via di terra, si aggirano entrambi. E la strada migliore è attraverso lo Stato di Israele”. Né Hormuz né Bab el-Mandeb. Nessun governo del Golfo........

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