I britannici discriminati nelle università inglesi
Diceva Sophie Tucker, stella del varietà americano, di essere stata ricca e povera, e che esser ricca era decisamente meglio. Nelle università inglesi, oggi, un impiegato onesto consiglierebbe ai nuovi iscritti, se proprio tocca nascer poveri, almeno di non esser bianchi. Lo ha scoperto un ragazzo bianco della classe operaia che, uscito dalle superiori a pieni voti, ha dovuto rinunciare al posto già ottenuto in un ateneo di Londra: c’erano borse, tirocini e programmi di orientamento che avrebbero potuto pagargli l’università, ma tutti riservati ad altri. Non è un caso isolato: è il sistema e lo ha documentato un'inchiesta del Telegraph.
A Oxford e Cambridge, i due atenei che formano la classe dirigente britannica al punto da meritarsi il nome collettivo Oxbridge, il quotidiano ha contato almeno 15 tra borse di studio e sussidi destinati agli studenti con origini Bame (che sta per black, asian e minority ethnic: neri, asiatici e minoranze etniche). Di tutti i programmi di aiuto finanziario degli atenei, invece, le donne bianche della classe operaia risultano idonee a candidarsi a due, gli uomini a uno soltanto.........
