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Tutti i giochi del potere per creare buoni cittadini

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23.03.2026

Gamification. Probabilmente non avete mai sentito pronunciare questa parola. Eppure, essa indica una realtà in cui siamo immersi da qualche decennio pur non riuscendo ancora a ben circoscriverla, a delineare i suoi caratteri di fondo, a definirla. Uno sforzo in tal senso, di carattere rigorosamente scientifico, svolge ora un libro collettaneo appena pubblicato nella collana “Voci della politica” del Centro Studi Femininum Ingenii: Gamification. Applicazioni, orizzonti, limiti. Percorsi giuridico-filosofici, sociologici, biopolitici. Sul tema della gamification, che con brutto termine italiano potremmo tradurre “ludicizzazione”, esiste in lingua inglese già un’ampia letteratura, a cui il volume fa costante riferimento. Esso ha una doppia valenza: da una parte descrittiva, appunto, dall’altra normativa e prescrittiva. Dal primo punto di vista, è lecito osservare che le regole del gioco si sono estese sempre più dall’ambito puramente ludico in cui operavano a quello politico, sociale, istituzionale. Esse vengono utilizzate dal potere per coinvolgere e appassionare i cittadini (engagement), spingendoli a “comportarsi bene”, ad avere una “buona condotta”, ad agire........

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