Tutti i giochi del potere per creare buoni cittadini
Gamification. Probabilmente non avete mai sentito pronunciare questa parola. Eppure, essa indica una realtà in cui siamo immersi da qualche decennio pur non riuscendo ancora a ben circoscriverla, a delineare i suoi caratteri di fondo, a definirla. Uno sforzo in tal senso, di carattere rigorosamente scientifico, svolge ora un libro collettaneo appena pubblicato nella collana “Voci della politica” del Centro Studi Femininum Ingenii: Gamification. Applicazioni, orizzonti, limiti. Percorsi giuridico-filosofici, sociologici, biopolitici. Sul tema della gamification, che con brutto termine italiano potremmo tradurre “ludicizzazione”, esiste in lingua inglese già un’ampia letteratura, a cui il volume fa costante riferimento. Esso ha una doppia valenza: da una parte descrittiva, appunto, dall’altra normativa e prescrittiva. Dal primo punto di vista, è lecito osservare che le regole del gioco si sono estese sempre più dall’ambito puramente ludico in cui operavano a quello politico, sociale, istituzionale. Esse vengono utilizzate dal potere per coinvolgere e appassionare i cittadini (engagement), spingendoli a “comportarsi bene”, ad avere una “buona condotta”, ad agire........
