Per la Biennale di Venezia Russia e Israele sono uguali
Il mondo intellettuale non perde occasione per dare addosso a Israele. Ogni pretesto è buono. C’è una sorta di antisemitismo inconscio, non saprei come altro chiamarlo, che ottenebra le menti. E che forse è anche il frutto di un antioccidentalismo mai sopito, di una radicale messa in discussione delle radice giudaico-cristiane della nostra civiltà.
Questa è la prima considerazione che viene in mente dopo la dichiarazione rilasciata ieri pomeriggio alle agenzie di stampa dalla Giuria Internazionale della Biennale d’Arte di Venezia, che assegnerà i prestigiosi Leoni d’oro e d’argento il prossimo 9 maggio.
I giurati hanno comunicato che si «asterranno dal considerare quei Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità da parte della Corte penale internazionale». In sostanza, non solo la Russia, come è condivisibile, ma anche Israele verrà escluso dai premi. È una decisione sbagliata nel metodo e nel merito. Nel metodo perché una questione Israele non si era finora posta, almeno a livello istituzionale: le obiezioni del governo e della Commissione Europea........
