Il bar, ultimo baluardo contro la solitudine
Se volete capire cosa sta succedendo alla provincia italiana – a quell’immenso arcipelago di paesi che va dalle Prealpi agli Appennini, passando per le pianure riarse e le alture del Sud – non dovete leggere le encicliche del turismificio o i bilanci dello spopolamento.
Dovete cercare la luce di una saracinesca. Quando un bar chiude in un centro di poche centinaia di anime, non muore un semplice esercizio commerciale: si spegne l’ultimo generatore di corrente emotiva. Si interrompe il solo motivo per cui due persone dovrebbero incrociare lo sguardo prima di mezzogiorno senza trattarsi da estranei. Per questo la storia di Bruntino, frazione di circa 900 abitanti adagiata a Villa d’Almè, alle porte della Val Brembana e ai piedi del Canto Alto, non è una semplice scheda di cronaca locale: è la parabola di un riscatto nazionale.
Qui l’ex Bar del Colle era rimasto serrato per quattro lunghi anni. Poi ha riaperto come “Al Colle Hub Sociale” grazie a una co-progettazione tra il Comune e le cooperative Lavorare Insieme, Oikos e Impegno Sociale, con il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca e la guida di Elisabetta Bianchetti. Quarantacinque metri quadrati di locale affacciati su un giardino, dove una quindicina di ragazzi con disabilità cognitive e fisiche, divisi in cinque squadre e affiancati da educatori, orchestrano con mestiere il banco tra colazioni, aperitivi e la specialità della casa, il caffè “d’or Al Colle”. Un piccolo miracolo che ha generato un’onda d’urto: un effetto domino che oggi echeggia da nord a sud, spingendo altri borghi a capire che il bancone........
