Per i vescovi italiani i vandali sono da capire e non da evangelizzare
«Bisogna intervenire sui cattivi maestri che gli fanno il lavaggio cervello e li indottrinano a odiare un Paese nel quale hanno trovato benessere, istruzione e diritti... tra l’altro una manifestazione come quella di Milano non potrebbe accadere in Marocco, non sarebbe tollerata». I vescovi cattolici dovrebbero imparare da queste parole di Federico Rampini invece di rilasciare le solite fumose dichiarazioni buoniste ricalcate su quelle del Pd. Per capire davvero cos’è successo bisogna leggere questa cronaca del Corriere della sera: «“Tra sabato e domenica ci hanno aggiunto a una chat Telegram. Si chiamava 17 ottobre qualcosa...”. Chi vi ha aggiunto? “Non ho idea”. Cosa dicevano? “Di andare in manifestazione perché costa tutto troppo. Poi hanno iniziato a postare altri messaggi. Dovevamo solo andare in Duomo perché loro rompevano le vetrine e noi potevamo prendere le scarpe Nike e le felpe e anche le biciclette da Decathlon”».
È la testimonianza di un giovane, «vent’anni, egiziano, a Milano fin da bambino, di giorno muratore, iscritto al Politecnico». In tanti, anche adolescenti, hanno ricevuto lo stesso invito e ci sono cascati. Mettendosi nei guai. Sembra la pagina di Pinocchio in cui Lucignolo organizza la spedizione verso il “paese dei balocchi”: doveva essere una cuccagna, ma si rivelò un disastro. A portarli nel baratro fu l’“omino........
