La nuova Ungheria è come la vecchia
Chi si aspettava la svolta del dopo-Orban, rimarrà deluso. Peter Magyar, dopo il trionfo alle urne di Tisza, ha appena varcato la soglia del palazzo del Parlamento ungherese, l’Orszaghaz, che subito arriva la notizia della prima nomina del nuovo governo: per il ministero dell’Istruzione, il premier in pectore ha chiesto la disponibilità a Rita Rubovszky, attualmente direttrice delle scuole cistercensi, che per dodici anni è stata vicepresidente dell’Associazione Europea degli Insegnanti Cattolici.
Pare di capire che l’ideologia gender debba attendere un’altra tornata elettorale per tornare nei programmi didattici. E che il predominio statale sul sistema educativo non abbia possibilità di riprendere quota.
L’incarico non è ancora stato formalizzato, perché l’avvicendamento al vertice delle istituzioni deve sottostare a un rituale dettato dalla Costituzione. Magyar scalpita e chiede che l’elezione del primo ministro da parte dell'Assemblea nazionale a Budapest e il suo giuramento si svolgano il giorno stesso della seduta istitutiva del Parlamento, che tuttavia non potrà tenersi prima del 7 maggio. «Si è........
