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Disastro di Chernobyl: il prezzo per l’Italia

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27.04.2026

Quarant’anni dal peggiore disastro nucleare dell’umanità. A Chernobyl la vita si è fermata proprio allora, nella primavera del 1986. Passeggiare con un rilevatore Geiger all’interno dell’«area di esclusione», estesa quanto il Lussemburgo, è come un viaggio nel passato, nell’Ucraina sovietica degli anni Ottanta. Tutto è rimasto al suo posto. Ad esempio, la città fantasma di Pripjat, dove abitavano 50mila persone - tante impiegate nella centrale atomica -, sembra un borgo della giungla amazzonica. La vegetazione si è ripresa l’area. Il campo da calcio dello stadio è pieno di alberi. La famosa ruota panoramica gira con il vento ed è piena di radiazioni. Nella piazza principale non si riesce a vedere nemmeno il suo estremo per la folta flora.

L’«area di esclusione» ha posti di blocco e barriere come una qualsiasi frontiera per evitare ingressi e uscite di persone o animali. Per tornare a........

© La Provincia di Como