Per l’Iran Hormuz pesa più dell’uranio
Un negoziato che nessuno vuole concludere ma di cui nessuno può fare a meno, quello tra l’Iran e gli Usa con al traino Israele, ha vissuto un paio delle sue paradossali giornate. La precedente (del numero totale si è ormai perso il conto) proposta iraniana non era piaciuta a Donald Trump («Assolutamente inaccettabile») che poi però era volato a Pechino, dove l’incontro con Xi Jinping aveva fatto sperare in qualche novità positiva.
Essendo la Cina troppo smagata per togliere le castagne dal fuoco alla Casa Bianca, ed essendo tuttora imponente l’armata aerea e navale schierata dagli Usa nel Golfo Persico (anche ieri una trentina di aerei cargo Usa si sono mossi dalle basi in Germania verso il Medio Oriente), l’Iran ha pensato bene di riempire il vuoto con un altro documento, quello appunto recapitato ieri, in cui rimaneggia le proprie posizioni.
A quel che si sa, la vera novità sarebbe che, forse per la prima volta, le autorità di Teheran accettano di parlare dell’uranio arricchito e da arricchire senza prima chiedere concessioni, tipo il ritiro di tutte le sanzioni........
