Il clima stravolto: i governi rispondano
Ci sono morti che fanno cadere i governi e morti che non fanno nemmeno alzare un sopracciglio. Emettono l’ultimo respiro senza clamore, uno per volta, nelle case, negli ospedali, nelle case di riposo. Eppure la canicola di questi giorni che soffoca l’Europa è una faccenda politica, a meno di considerarla non come servizio al bene comune ma una faccenda di potere. L’Oms dice che il caldo finora ha causato 1.300 morti, ma se stiamo alle stime dell’Economist arriviamo a 12mila, tutte probabilmente cifre per difetto. Le vittime principali sono bambini, cardiopatici e soprattutto anziani, persone fragili di cui dovrebbe prendersi cura la comunità civica. Eppure in questi giorni la politica - almeno quella di alto livello - fa finta di nulla, come se si trattasse di una fatalità imprevedibile, a cominciare dai vertici di Bruxelles e Strasburgo, più impegnati a varare strette sull’immigrazione. Ci si preoccupa di rispedire indietro chi arriva e assai meno delle ragioni che lo spingono a partire, come la siccità.
Non è solo una faccenda di prevenzione e di riflessione sul Pianeta. Nonostante i rivolgimenti climatici ci ostiniamo a non prendere seriamente in considerazione........
