Missione ripescaggio in serie D. L’Ars et Labor gioca le sue carte
Missione ripescaggio in serie D. L’Ars et Labor gioca le sue carte
Il presidente Marengo arriva apposta dall’Argentina per seguire la pratica. Regole stringenti e graduatorie, ma ci sono anche politica e buon senso
Ferrara L’Ars et Labor prova a percorrere la strada del ripescaggio in serie D. La notizia non è nuova, certo, ma è passata un po’ in sordina, nel senso che è stata ufficialmente data dal direttore generale Bruno Pradines in contesti in cui la questione era marginale, ossia l’incontro con i tifosi della Curva Ovest giovedì sera e sabato mattina, smentendo che il club sarebbe stato ceduto all’imprenditore maltese Portelli e che, anzi, il presidente Marengo arriverà a Roma in settimana e là si troveranno per seguire da vicino la pratica. Già, ma quale pratica?
La questione ripescaggio è formalmente molto lontana, solo ieri sono state disputate le sette finali d’andata dei playoff nazionali d’Eccellenza e domenica prossima sono in programma quelle di ritorno: solo allora si avrà un quadro “freddo” della situazione, nel senso che non terrà ancora conto di tante variabili. Quali? Possibili fusioni, rinunce all’iscrizione al prossimo campionato (pare che ci sia un discreto fermento...), ripescaggi o riammissioni alla categoria superiore.
A quest’ultimo riguardo, nella riunione del consiglio federale del 27 aprile scorso sono state approvate le procedure, i criteri e i termini per l’integrazione delle carenze di organico nei campionati professionistici circa le modalità di partecipazione delle seconde squadre in Serie C e Serie D. È stata mantenuta la struttura dello scorso anno, aggiornando solo la priorità nei ripescaggi in Lega Pro che per la prossima stagione sportiva prevede, in virtù del criterio dell’alternanza, il seguente ordine: una nuova seconda squadra di Serie A, Lega Pro, Serie D ed eventuale seconda squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D.
Tempistiche e scadenze prevedono le........
