Ferrara, 2 anni di stop all’insegnante di ritmica. Ghetti: «Continuo a lottare»
Ferrara, 2 anni di stop all’insegnante di ritmica. Ghetti: «Continuo a lottare»
L’istruttrice parla della sua sospensione: «Non mi arrendo, farò ricorso»
Ferrara Mancano le motivazioni e non è banale per una sentenza del genere. Come anticipato ieri, martedì 5 maggio, Livia Ghetti è stata sospesa per 24 mesi con sentenza del tribunale federale, quello della Federazione ginnastica d’Italia cui fa capo anche la ritmica. Una doccia gelata per l’istruttrice e che fa da contraltare al provvedimento della procura della Repubblica a Ferrara nell’altro procedimento, penale, che invece ha chiesto l’archiviazione: la parte querelante ha fatto opposizione e se ne riparlerà fra un mesetto. Lo stesso tribunale federale scrive in sentenza che «si rileva come dall’istruttoria siano emerse versioni diametralmente opposte in merito ai fatti di cui si discute». Ben 11 i capi d’accusa contro la Ghetti, alla fine 6 sono stati accolti e 5 rigettati. Soprattutto, non è stata comminata la radiazione chiesta dalla procura.
Ghetti, non è arrivata la punizione peggiore, ma il grosso delle accuse è stato ritenuto veritiero dai giudici.
«Ma io non mi arrendo e vado avanti, farò ricorso. Io mi stupisco. Dopo 40 anni che faccio attività, che alleno, che non ho mai avuto uno scontro con i genitori, con le ragazze, tutte ancora mi vengono a trovare, facciamo dei revival, mi portano le loro figlie a fare ginnastica... Poi, all’improvviso esce questa denuncia, con ’ste ragazze che parlano di episodi che sarebbero avvenuti per anni e nessun genitore è mai venuto a chiedermi spiegazioni...».
Eppure ci sono dei messaggi vocali mandati a una mamma in cui si lamentavano.
«Dopo anni che fanno 6 o 7 ore tutti i giorni in palestra con me e mai una mamma è venuta a chiedermi conto delle offese, dei maltrattamenti... Per la prima squadra, una o due volte al mese, facciamo riunioni con le famiglie per fare il punto su come vanno le cose, se ci sono problemi, se qualcuna ha bisogno di fisioterapia, se a scuola vanno bene o, quando siamo sotto gare, chiedere la spinta alle famiglie, perché le ragazze fanno sacrifici tutti i giorni, per fare una prestazione nel migliore dei modi».
«Io ho un plico grande di messaggi di ragazze e mamme che mi ringraziano per le opportunità, gli insegnamenti per la vita e per la scuola, ho solo cose belle».
In sentenza si parla di un gruppo WhatsApp “teste di c...” così chiamato attribuendogliene la maternità causa insulti...
«È il linguaggio dei giovani di adesso, io non........
