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Il patriarca Moraglia: «Lo sport è uno strumento di pace nell’area del Mediterraneo»

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21.08.2026

La Chiesa mette le scarpette chiodate per correre incontro al futuro e dare un segnale alla politica e al mondo intero. Oggi a Taranto si apre la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo e fra i quattromila atleti (quasi cinquecento quelli dell’Italia) ci saranno anche quattro tesserati dell’Athletica Vaticana, società sportiva della Santa Sede che vede fra i suoi dirigenti Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia e presidente della Cei del Triveneto.

È la seconda volta che atleti del Vaticano partecipano ai Giochi. Messaggio che la Chiesa contemporanea non vuole delegare ad altri il ruolo di player culturale che la storia da sempre le riconosce in ambito artistico e sociale, dalla Biennale alle singole parrocchie, queste ultime messe a rischio dal drammatico calo delle vocazioni. Athletica Vaticana scende in pista per riannodare i fili con quei valori di inclusione, speranza e pace che oggigiorno e troppo spesso si infrangono contro i muri eretti dalla politica internazionale.

Patriarca Francesco, Lei è l’unico membro italiano del Dicastero per la Cultura e per l’Educazione della Santa Sede che promuove l’attività dell’Athletica Vaticana. Come può descrivere, in ordine al suo incarico, la funzione di questa attività?

«La Santa Sede guarda allo sport considerando il significato umano che riveste. È un’attività presente nelle differenti culture, capace di costruire ponti, favorire incontri e mettere a confronto persone all’interno di una sana competitività, nella quale il rispetto reciproco e le regole sono fondamentali. Il successo non può e non deve essere l’unico fine nell’impegno sportivo. Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione opera anche nell’ambito sportivo partecipando alle grandi manifestazioni, cercando occasioni di dialogo e andando oltre le differenze che la politica, non di rado, tende ad enfatizzare piuttosto che a ricomporre. Tutto nasce da una visione antropologica integrale, nella quale l’uomo è valorizzato in tutte le sue componenti: intelligenza, volontà, storia personale, oltre che corporeità. Nello sport si incontrano “mondi diversi” e ciò costituisce una grande ricchezza senza chiedere la rinuncia alle proprie radici».

L’Athletica Vaticana (società affiliata alla Fidal) partecipa con quattro atleti ai Giochi del Mediterraneo insieme a 26........

© La Nuova di Venezia