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Truffe sentimentali e falsi amici nei social, l’allarme della postale: «Basta un clic per rovinarsi la vita»

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05.07.2026

«L’orco ha il volto del vicino di casa sorridente e di bell’aspetto, abilissimo nel manipolare le persone più fragili e insinuarsi nella loro vita. E quello che in questi ultimi anni mi sconvolge, è che è sempre più giovane».

Tiziana Pagnozzi, primo dirigente della Polizia di Stato a capo del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (C.o.s.c.) della Polizia Postale per il Veneto, è in pensione da qualche giorno.

Specializzata bel campo dei reati di pedopornografia e pedofilia, elencare quello che ha visto e sentito in questi anni, non rende l’idea, basterebbe citare le operazioni Viper 1 e Viper 2, rimanendo nell’arco temporale recente.

«La divisa ce l’ho cucita addosso, difficile dismetterla da un giorno per l’altro» spiega. Con lei, è andato in pensione un altro pilastro, il sostituto commissario della Polizia di Stato Luca Cosson, responsabile Affari generali del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per il Veneto di Mestre (che tra l’altro canta con il coro gospel Big Vocal Orchestra), e a breve, in uscita, l’ispettore della Polizia di Stato Stefano Bianco.

«Al di là dell’aspetto professionale» spiega l’ex dirigente dal 2022 a capo della Postale «è stata una esperienza totalizzante, un gruppo così coeso non l’ho mai trovato».

Nel grande edificio che accoglie la Postale, sono in tantissimi a bussare la porta, e quando arrivano, la maggior parte sono disperati.

La divisa che incontrano, è la sola loro luce. «In........

© La Nuova di Venezia