Martella sconfitto a Venezia, il Pd fa autoanalisi: «Oltre ai partiti serviva la civica»
«Una débâcle», «un disastro», «un ko». Esponente del centrosinistra che chiami, definizione che trovi. A 24 ore dall’esito «inatteso e nefasto» delle urne l’incredulità non è scemata, e però si prova a capire che è successo. Dovremo fare una seria analisi, si dice in questi casi. Ma hai voglia a fare l’analisi sezione per sezione: l’onda gialla ha spazzato via tutto, solo il centro storico è rimasto rosso.
La polemica sulla partecipazione del bengalesi al voto, certo. La moschea, di sicuro. «Ma quando perdi con un distacco simile non può esserci un solo motivo», riflette il consigliere uscente e rieletto Gianluca Trabucco, «dire che la responsabilità è del candidato sindaco è assai ingeneroso. Con il senno di poi forse potevamo costruire una lista civica del candidato sindaco Martella, ci avrebbe permesso di raccogliere voti in mondi che non sono quelli del Pd». È un pensiero che, in queste ore, ha attraversato molti nel partito.
Volti nuovi ed esordienti a Ca’ Farsetti, alla maggioranza vanno 22 seggi di cui 14 alla civica del sindaco Venturini. Nove eletti nel Partito democratico, entra anche il candidato sindaco di Ora! Michele Boldrin
Ma se la lista non si è fatta è stato per i malumori nello stesso Pd e nelle altre civiche della coalizione che temevano di essere cannibalizzate. Perché, a dirla tutta, il Pd ha pure tenuto, al 24,8%. Magra consolazione. Il Pd era il partito guida, e ora in tanti dicono che ha........
