La diretta | Liberazione di Trentini, tra attesa e speranza. Meloni: «Non smetteremo di occuparci della vicenda»
Il Venezuela ha annunciato la scarcerazione di un numero significativo di detenuti, tra cui cittadini stranieri e italiani.
L’attesa per la liberazione di Alberto Trentini, cooperante veneziano originario di Venezia, assume toni di trepidazione e speranza, dopo oltre quattrocento giorni di detenzione nel carcere di massima sicurezza El Rodeo I, alla periferia di Caracas.
Trentini, 46 anni, era in Venezuela dal 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria con l’ong Humanity & Inclusion quando fu arrestato il 15 novembre dello stesso anno a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito, senza che le autorità venezuelane avessero mai formulato accuse formali chiaramente comunicate alle autorità italiane o alla stampa internazionale.
Già rilasciati l’imprenditore Luigi Gasperin, per lui c’è un ordine di scarcerazione non ancora eseguito, e Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano incarcerato un anno e mezzo fa per la sua opposizione al regime di Maduro.
Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace".
La premier Meloni: «Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l'unico italiano detenuto. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre di Alberto Trentini non potrà abbracciare suo figlio».
Il sistema carcerario venezuelano ospita ancora centinaia di detenuti ritenuti prigionieri per motivazioni politiche. Dopo aver superato quota 1.600 lo scorso anno, il numero si è ridotto in seguito a una serie di liberazioni collettive, ma resta comunque elevato. L’Ong Foro Penal, parlan di poco più di 800 persone recluse al 5 gennaio.
Per quanto riguarda i cittadini italiani, un’inchiesta pubblicata da Avvenire ha accertato la presenza di 46 connazionali nelle carceri venezuelane. Diciotto sarebbero detenuti per reati comuni, mentre gli altri 28 risultano arrestati con accuse riconducibili a motivazioni politiche o comunque non chiaramente definite dalle autorità locali.
Roberto Enríquez, presidente del Copei (Comité de Organización Política Electoral Independiente) e segretario esecutivo della Plataforma Unitaria Democrática, la coalizione che riunisce tutte le forze di opposizione al governo di Nicolás Maduro, sulla liberazione dei detenuti politici in Venezuela e il caso Alberto Trentini: "In questo momento è fondamentale garantire la fine della repressione e la libertà di tutti i prigionieri politici; da lì potremo lavorare alla costruzione di una transizione verso una democrazia di successo".
Parla in esclusiva ai giornali del Gruppo Nem Roberto Enríquez, presidente del partito democratico cristiano Copei: «Ingiusto e doloroso che venga colpita la libertà di pensiero. Il mio non è un giudizio sull’operato del Governo Meloni. Ma è giusto chiedere all’Occidente maggiore solidarietà»
Alla vigilia di Natale il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha convocato d'urgenza Brian Burch, l'ambasciatore americano presso la Santa Sede, per chiedere chiarimenti sui piani degli Stati Uniti per il Venezuela. Pur concedendo che Nicolas Maduro doveva andarsene, Parolin ha esortato gli Stati Uniti a offrirgli una via d'uscita, spiegando a Burch che la Russia era pronta a........
