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Gli affari dei trafficanti tra Venezia e Padova: come funziona la rete di spaccio in Veneto

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11.09.2026

L’area di Mirano, nel Veneziano, è uno degli snodi più sensibili del traffico di droga lungo l’asse Padova-Mestre-Jesolo. Una cerniera geografica quasi naturale: Mirano sta a metà strada tra due grandi piazze urbane, è a pochi minuti dall’autostrada e dalla Riviera del Brenta, ma intorno conserva campagne, strade secondarie e abitazioni isolate.

Un territorio che negli ultimi anni compare con frequenza nelle indagini sullo spaccio, anche dentro reti composte da cittadini albanesi. È qui che portano, almeno per ora, molti dei fili dell’omicidio di Ferdinant Hoti, 35 anni, albanese domiciliato a Mirano, ucciso con un colpo di pistola e ritrovato nella Fiat Bravo finita nel Tergola a San Giorgio delle Pertiche.

L’esecuzione porta alla pista della criminalità organizzata. Il modus operandi sembra quello dell’antico codice Kanun. Le indagini collocano il delitto in territorio veneziano

Gli investigatori stanno ricostruendo frequentazioni e ultime ore di vita; la pista privilegiata dalla Procura di Padova è quella di un regolamento di conti maturato negli ambienti della droga.

I precedenti nell’area

Il precedente più vicino è di appena due mesi fa e dista pochi chilometri. La sera del primo luglio, davanti al civico 37 di via Desman, a Zianigo di Mirano, un giovane albanese è stato raggiunto da un proiettile tra la clavicola e il collo. Secondo l’indagine dei carabinieri di Mestre, l’agguato è nato all’interno di una rete di spaccio attiva a Mirano e nei comuni vicini. La vittima avrebbe voluto uscirne, aveva trovato un lavoro e stava per cambiare........

© La Nuova di Venezia