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Forza Italia, nel derby Occhiuto-Cirio si fa largo il nome di Massimo Doris

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10.01.2026

«Se Pier Silvio scendesse in campo, si libererebbe un posto da amministratore delegato a Mediaset, due posti da presidente in Rti e Medusa Film, ci sarebbero almeno quattro o cinque posti in parlamento da occupare… Non deve stupire che siano in molti a spingerlo a sciogliere gli ormeggi».

Basta farsi un giro in Transatlantico alla Camera per cogliere veleni di questo tenore, che la dicono lunga sul clima nel secondo partito del centrodestra, ad un anno da elezioni che saranno precedute da un congresso vero. Per la prima volta, Forza Italia metterà in palio lo scranno del leader, contendibile seguendo regole, guarda un po’, democratiche e non padronali. Una rivoluzione.

Per arruolare più adepti, il 23, 24 e 25 gennaio Tajani darà fuoco alle polveri in tre convegni a Roma, Napoli e Milano, nei giorni che ogni anno celebrano la discesa in campo di Silvio Berlusconi, con un ospite d’onore accanto a lui sul palco meneghino: Carlo Calenda, per una photo-opportunity con una preda molto ambita da chi sa che il suo 3 per cento di voti potrebbe fare la differenza alle politiche.

Dopo i fuochi d’artificio lanciati in orbita dai figli di Berlusconi, il rodeo è dunque cominciato e ognuno affila le sue armi e pare sia tornato a dare le carte un personaggio cult come Gianni Letta.

E c’è anche un cognome della Padova-bene, quello dei Doris, figli del patron Ennio capostipite di Banca Mediolanum,........

© La Nuova di Venezia