Santo Spirito, l’organo torna a suonare dopo 60 anni
L'organo della basilica di Santo Spirito torna a suonare dopo 60 anni
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Firenze, 23 aprile 2026 - Torna a risuonare dopo oltre sessant’anni di silenzio l’organo della Basilica di Santo Spirito a Firenze, restaurato e presentato questa mattina insieme al suo apparato decorativo composto da cantoria e cassa. L’intervento è stato realizzato sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato, grazie al sostegno di Friends of Florence e al dono dei mecenati Jim e Janet Dicke II.
Il restauro dello strumento è stato affidato a Chichi Organi, mentre quello dell’apparato decorativo è stato curato da Sandra Pucci con Alice Quaggiato e Chiara Mignani. Un lavoro che ha restituito non solo un importante bene storico-artistico, ma anche la voce della Basilica.
“È un sogno che diventa realtà – sottolinea padre Giuseppe Pagano, priore della Basilica –. Il silenzio di sessant’anni viene interrotto e risentire l’organo ha un forte significato spirituale, capace di dare nuova vita all’architettura e alla comunità”.
L’intervento riattiva infatti una dimensione sonora e liturgica fondamentale, rafforzando il legame tra spazio, musica e comunità. “Abbiamo restituito una voce rimasta silenziosa per lungo tempo – aggiunge Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence – grazie anche al sostegno dei donatori Jim e Janet Dicke II”. Soddisfazione anche da parte della soprintendente Antonella Ranaldi: “L’organo torna funzionante e i suoi suoni si fonderanno con l’armonia del capolavoro di Brunelleschi, rendendo questo luogo ancora più vivo”.
Le ricerche condotte durante il restauro hanno permesso di datare la cantoria e il primo organo tra il 1551 e il 1553. La struttura, in noce e arricchita da decorazioni dorate e argentate, presenta motivi raffinati come protomi femminili e teste di ariete. L’attuale organo, realizzato nel 1824 da Filippo Tronci e ampliato nel tempo, è uno strumento ottocentesco di grandi dimensioni, con 38 registri e una ricca varietà timbrica.
Il restauro ha consentito anche di recuperare la finitura originale della cantoria restituendo leggibilità e valore a un complesso che unisce arte, storia e spiritualità.
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