Bistecca-show a 19 euro, la svendita in centro. Il simbolo di Firenze (e della cucina slow) trasformato in ‘street food’
Bistecca-show a 19 euro, il caso a Firenze
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Firenze, 14 marzo 2026 – Nel momento in cui in Europa si discute di come tutelare le denominazioni e le tradizioni alimentari, nel cuore di Firenze accade quasi l’opposto. Basta attraversare alcune delle zone più frequentate dai turisti per imbattersi in offerte, menu lampo e promozioni che trasformano la bistecca alla fiorentina in un prodotto da richiamo commerciale, lontano dall’idea del rito gastronomico che per anni l’ha accompagnata.
Offerte e promozioni nel cuore di Firenze
È un contrasto che salta agli occhi camminando tra San Lorenzo, il Duomo, Santa Croce e la zona della stazione. Proprio nei giorni in cui si parla sempre più spesso di difendere identità e tradizioni della cucina europea, nel centro storico fiorentino la regina della tavola toscana sembra diventare oggetto di sconti e formule “tutto compreso”. Nel rione di San Lorenzo, ad esempio, su una lavagna esposta all’esterno di un locale campeggia una promozione chiara: bistecca, antipasto e due calici di vino a 65 euro. Pochi metri più avanti, nei pressi del mercato, un altro ristorante propone un menu con bistecca da 600 grammi e patate a 33 euro a persona.
Il fenomeno vicino ai punti di interesse
Avvicinandosi al Duomo il copione si ripete. In un locale della zona viene pubblicizzata una bistecca da 500 grammi con patate e calice di vino a 30 euro a testa. Offerte pensate per attirare il flusso continuo di visitatori che attraversa il centro e che spesso si ferma davanti alle lavagne esposte fuori dai ristoranti. Scendendo verso la stazione di Santa Maria Novella il livello dei prezzi scende ancora. In un locale compare un menu a 19,90 euro con bistecca e insalata, accompagnato da una grande fotografia del piatto esposta all’ingresso.
Tradizione contro logica del turismo veloce
In altri posti c’è chi la vende “fritta” e chi con la formula d’asporto. Pubblicità che per molti fiorentini lascia più di qualche perplessità. La bistecca, nella tradizione cittadina, è infatti tutt’altro che un piatto “veloce”: richiede carne di qualità, cottura precisa, condivisione a tavola. Un rito che negli anni ha costruito la reputazione gastronomica della città. “Così diventa quasi uno spettacolo”, osserva un commerciante del centro che ogni giorno vede passare turisti e residenti tra le vie del quartiere.
“La bistecca è sempre stata qualcosa da mangiare con calma, seduti a tavola. Vederla pubblicizzata come un menu veloce o con le offerte scritte sulla lavagna fa un certo effetto”. Il fenomeno non riguarda solo i prezzi. Passeggiando verso la stazione o nelle strade più battute dai gruppi turistici capita di imbattersi anche in vetrine dove le grandi costate sono esposte come fossero prodotti da mostrare, illuminate dietro il vetro per attirare l’attenzione di chi passa. Non si tratta di episodi isolati ma di un’immagine sempre più frequente del centro storico, dove il turismo di massa spinge molti locali a puntare su formule immediate, prezzi evidenti e piatti facilmente riconoscibili anche da chi resta in città poche ore.
Un prodotto da vetrina
E così mentre a livello europeo si discute di proteggere la Bistecca, simbolo della città nel mondo, a Firenze rischia di trasformarsi sempre più in un prodotto da vetrina. Un piatto della cucina locale che continua ad attirare visitatori da tutto il mondo, ma che in alcune zone della città sembra ormai piegato alle logiche del turismo veloce.
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