Robur: play-off e poi giù la maschera. Esempi belli, vicini ma non considerati
Le sconfitte fanno pensare, ma anche le vittorie devono suscitare un effetto simile. E’ tutta una questione di ambizioni e...
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Le sconfitte fanno pensare, ma anche le vittorie devono suscitare un effetto simile. E’ tutta una questione di ambizioni e prospettive. Se perdi è chiaro che subentra la paura di non farcela, di essere risucchiato verso il basso, di perdere il posto nel campionato di competenza. Se invece vinci in apparenza i problemi sono azzerati, ma poi c’è da capire cosa vinci, quale è il traguardo da tagliare e soprattutto all’orizzonte cosa propone il cosiddetto futuro. Ebbene il Siena di Voria ha vinto cinque partite consecutive, è piombato in zona play-off ma non arriverà al primo posto in questa stagione e di conseguenza non sarà direttamente promosso nel campionato di Serie C.
Dovrà fare i play-off, probabilmente da quarta, magari da terza, nella migliori delle ipotesi da seconda piazzata. Quindi altre due partite in coda alla stagione e poi cadrà la maschera. Sì, avete letto bene, ultimati i play-off capiremo quali sono le reali intenzioni e potenzialità dell’attuale proprietà svedese.
Tre paroline facili facili: ‘domanda di ripescaggio’ e qui sta tutto il senso del discorso. Se la proprietà deciderà di mettere sul piatto il milione circa a fondo perduto che serve per inoltrare la domanda di ripescaggio allora tanto di cappello e tutti potremo sorridere soddisfatti. Se questo, invece, non accadrà non solo dovremo rassegnarci ad un’altra stagione in quarta serie, ma a tante altre di Serie D. Ma in fondo quanti sono i cuori bianconeri, oltre chi scrive, davvero vogliosi di vedere la vecchia Robur di nuovo in un campionato di professionisti? Spero tanti, penso pochi. Non interessa molto a chi ci amministra, non interessa a una fetta di tifosi che bene o male hanno trovato la loro giusta dimensione, magari con qualche spruzzatina di considerazione mai avuta in passato, non interessa soprattutto alla proprietà che in Serie D potrà continuare a fare le famose ‘nozze con i fichi secchi’.
Vogliamo la serie C? ‘Sì’ rispondono dalla Svezia, investiamo perché questo accada? ‘No’ ve lo dice con certezza chi scrive. Dai la C interessa a pochi e avanti così senza rompere troppo le scatole.
Eppure la cosa incredibile che sta succedendo a pochi chilometri dalla nostra Siena dovrebbe farci capire che la terza serie non è un club per ricconi e scialacquatori di patrimoni. La Pianese con un budget ridotto e tanta competenza si trova in piena zona play-off avendo ‘bastonato’ sonoramente anche squadroni partiti per primeggiare e poi costretti a guardare la targa alle zebrette bianconere. Zero invidia e massima ammirazione. Un esempio bello, vicino, ma che forse fa comodo non considerare. Perché secondo i dati ufficiali il suo milioncino abbondante sul piatto la Pianese ce l’ha messo, guarda caso poco più di quanto serve per la domanda di ripescaggio ma è meglio fare finta di niente per non dover dire chiaro che a certe cifre la gloriosa Robur non ci arriva e non ci arriverà. Almeno fino a che resteremo incatenati a questa logica di ambizioni rilanciate a parole ma inesistenti nei fatti.
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