"Non cerchiamo colpevoli ma perché è accaduto"
Professoressa Serafina Valente
"Non ci sono parole per quello che è accaduto: una tragedia per tutti. Non puntiamo il dito contro nessuno, non cerchiama il colpevole. Questo è il momento di riflettere: su cosa è accaduto, perché è accaduto e dove l’organizzazione ha fallito", dice la professoressa Serafina Valente, responsabile del programma trapianto di cuore all’AouSenese e direttrice del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare e della Cardiologia.
"Penso alla tragedia della famiglia del piccolo Domenico - continua –, alla famiglia che ha donato il cuore del figlio morto e ai colleghi professionisti del trapianto. E penso anche ai nostri pazienti che ora probabilmente non sanno più se fidarsi. Qusta tragedia è problema per chi applica le regole e per chi fa un lavoro tanto delicato e rischioso. I protocolli ci sono ma vanno comunicati, condivisi, applicati e le persone vanno formate. E’ un’organizzazione complessa che ha bisogno di risorse e che va governata".
E’ alla cardiologia che si deve oggi la bassa mortalità dei pazienti in attesa di trapianto di cuore: "Da una parte ci sono i progressi della terapia medica dello scompenso, che ha trovato farmaci efficaci, nuovi approcci chirurgici, l’elettrocardiologia, l’interventistica; dall’altra arrivano pazienti in condizioni più gravi".
"Il programma trapianto di cuore è un lavoro multidisciplinare completo e complesso – conclude la professoressa Valente –. E quando quella che chiamo la ’catena della sopravvivenza’ viene effettuata in maniera corretta, con tutti gli anelli equamente forti, si possono raggiungere risultati buoni per i nostri pazienti. La nostra è una rete che si fonda sul rapporto di fiducia fra professionisti. L’obiettivo è creare una rete istituzionale, che lavora ad un progetto comune e che comprende anche gli amministratori pubblici: costruire dunque una forma di collaborazione efficace, con protocolli condivisi, discutendo insieme anche le modalità di trasferimento, come trasferire un paziente in sicurezza, quando trasferirlo, quali criteri seguire. La rete dovrebbe essere condivisa tra i professionisti, ma chiara anche dal punto di vista amministrativo".
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