Carver, dritto come un sorso di gin. Al Puccini il Sotterraneo per pochi
’Di cosa parliamo quando parliamo d’amore’ oggi alle 18,30; 20 e 21,30
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di Olga Mugnaini FIRENZE I racconti di Raymond Carver sono come quadri di Hopper: silhouette di personaggi che per un attimo si affacciano sul mondo. E così è anche per ’Di cosa parliamo quando parliamo d’amore’, lo spettacolo tratto dall’omonimo racconto di Carver, che la compagnia Sotterraneo, progetto e regia di Claudio Cirri, mette in scena oggi al teatro Puccini, in tre repliche alle 18.30, 20 e 21.30, nella saletta retrostante il bar del teatro.
Un’esperienza teatrale per soli trenta spettatori a replica disposti intorno a quattro attori seduti a un tavolo, dove il pubblico si ritrova quasi a ‘origliare’ una conversazione tra amici, immerso direttamente nell’azione scenica. Qui due coppie di amici sedute a un tavolo parlano davanti a una bottiglia di gin, si scambiano opinioni sull’amore, ridono, scherzano. A poco a poco le parole, i gesti, i silenzi rivelano tensioni sotterranee che si insinuano nella conversazione e la fanno deragliare.
I personaggi si mettono a nudo, non hanno niente a cui aggrapparsi se non bicchieri pieni di gin, e così saranno i quattro attori davanti al pubblico. Domani invece, alle 21, torna sempre al Puccini, ’La merda’, lo spettacolo cult di Cristian Ceresoli con la straordinaria interpretazione di Silvia Gallerano.
Un successo internazionale che continua a sconvolgere e incantare le platee di tutto il mondo. Lo "straordinario, brutale e rivoluzionario" testo sulla condizione umana di Cristian Ceresoli che gli è valso il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura, è stato tradotto in moltissime lingue.
L’interpretazione di Silvia Gallerano, definita "straordinaria, sublime e da strapparti la pelle di dosso" (The Guardian) viene accolta da più di 14 anni da commosse ovazioni. Un’interpretazione de ’La Merda’ sia in inglese che italiano, che ha portato Silvia Gallerano ad essere la prima attrice italiana a vincere il The Stage Award for Acting Excellence. In ’La Merda’ si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una "giovane" donna "brutta" che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà. Lo spettacolo ha come spinta propulsiva il disperato tentativo di districarsi da un pantano o fango, ultimi prodotti di quel genocidio culturale di cui scrisse e parlò Pier Paolo Pasolini all’affacciarsi della società dei consumi.
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