Casi virtuosi e criticità della transizione energetica, l'8 aprile focus a Firenze
L'evento dello scorso 1 aprile
Articolo: Eugenio Finardi in concerto inaugura l’Estate Fiesolana
Articolo: Urbanistica, gli esperti: “A Firenze la trasformazione generale non è stata controllata”
Articolo: Verso città digitali e sostenibili. Acqua, energia e rifiuti al centro: "Non solo servizi, ma vere risorse"
Firenze, 4 aprile 2026 - La presentazione di casi virtuosi e situazioni in cui sono emerse problematiche significative, con degrado del patrimonio territoriale, sarà oggetto di un approfondimento su alcune tematiche specifiche relative alla transizione energetica, in programma l'8 aprile: l'evento è organizzato dalla commissione Dibattito architettura paesaggio ambiente (Dapa) dell'Ordine degli Architetti di Firenze (Oaf), in collaborazione con la Fondazione Architetti di Firenze (Faf). Il convegno si svolgerà a partire dalle ore 14 alla Palazzina Reale, sede di Oaf e Faf.
L'appuntamento è organizzato dai gruppi della commissione Dapa- Innovazione, Paesaggi Urbani e Spazi Aperti, coordinato dall'architetta Roberta Destrero e Architettura 2030, coordinato dall'architetto Egidio Raimondi, neo presidente della Fondazione Architetti. Dopo i saluti di Oaf e Faf, sono previsti sei interventi: parleranno Aldo Dal Prà del Cnr, il professor Angelo Chemin che farà un focus sul Comune di Rosà (Vicenza), l'agronomo Enrico Palchetti sulla progettazione dei sistemi agrivoltaici, l'ingegner Mauro Badii e l'architetta Monica Luperi sull'esperienza del Comune di San Giuliano Terme (Pisa). Spazio poi a Saverio Venturelli e Giuseppe Trinchera dell'Ispra e all'architetto Michele Cornieti della Soprintendenza. A seguire ci sarà una tavola rotonda e la possibilità, da parte del pubblico, di fare domande. L'incontro segue la prima giornata di approfondimento dello scorso 1 aprile.
In quell'occasione era emersa la necessità di intervenire immediatamente per governare la transizione. “Come architetti – ha spiegato Destrero lo scorso 1 aprile – siamo favorevoli alla transizione energetica però bisogna cercare di equilibrare, coniugare l'aspetto estetico con la natura, il paesaggio e il suolo”. Raimondi, sempre lo scorso 1 aprile, ha sottolineato che “la transizione ormai è urgente. Lo scopo di questi incontri è richiamare l'attenzione di tutti gli attori perché il tema venga affrontato da un punto di vista qualitativo e non solo da uno quantitativo. Se non decidiamo di governare il fenomeno rischiamo, nella migliore ipotesi, la stasi, come sta accadendo ora, mentre nella peggiore rischiamo di innescare conflitti tra istituzioni, pubblico e privato”.
© Riproduzione riservata
