Le conseguenze della guerra. Bollette luce e gas, le previsioni: “Rischio nuova stangata” /
Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, le quotazioni di petrolio e gas hanno registrato un brusco rialzo (Foto Istock)
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Firenze, 2 marzo 2026 – La crisi in Medio Oriente rischia di avere effetti immediati sulle tasche delle famiglie italiane. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, le quotazioni di petrolio e gas hanno registrato un brusco rialzo e, secondo il Codacons Toscana, le conseguenze potrebbero presto estendersi dalle pompe di benzina alle bollette di luce e gas, fino ai prezzi dei prodotti trasportati.
Gas ai massimi rispetto a febbraio 2025
Rispetto al 27 febbraio, quando il Brent viaggiava attorno ai 72 dollari al barile, oggi la quotazione si attesta intorno ai 79 dollari, con un incremento vicino al 10%. Anche il Wti è salito in modo analogo, passando da 66,5 a 72,8 dollari al barile. A crescere è soprattutto il gas: l’indice Ttf segna un aumento del 25%, arrivando a 39,85 euro al megawattora, ai massimi da febbraio 2025.
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Rischio rincari su bollette e prezzi al consumo
“Le tensioni internazionali hanno effetti diretti sui consumatori italiani – afferma Silvia Bartolini, presidente del Codacons Toscana –. Quando salgono petrolio e gas, nel giro di poche settimane il rincaro si trasferisce sulle bollette energetiche e, a cascata, sui prezzi al dettaglio. Il rischio è quello di una nuova stangata per le famiglie”.
Secondo l’associazione, i ritocchi registrati finora sui carburanti non incorporano ancora pienamente l’ultimo balzo delle quotazioni. Ma la vera preoccupazione riguarda le forniture domestiche di energia. "Se il prezzo del gas resta su questi livelli – prosegue Bartolini – è molto probabile che vedremo un aumento delle tariffe in bolletta sia per il gas sia per l’energia elettrica. E questo in un momento in cui i consumi sono ancora elevati e molte famiglie faticano a far quadrare i conti”.
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Non solo energia. Il blocco del traffico nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il passaggio di materie prime e merci, rischia di generare una crisi logistica con ripercussioni sui costi di trasporto. “Quando aumentano i costi della logistica e dell’energia – sottolinea Bartolini – le imprese tendono a scaricare questi rincari sui prezzi finali. I consumatori si trovano così a pagare due volte: prima con le bollette più alte e poi con il carrello della spesa. E’ quanto è accaduto quando è scoppiata la guerra in Ucraina. Il fattore determinante sarà il tempo. Più velocemente tornerà la pace e minore sarà l’impatto economico”.
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Codacons Toscana: “Tenere sotto controllo i prezzi”
Per il Codacons Toscana lo scenario è da monitorare con attenzione. “Chiediamo al Governo e alle autorità di vigilanza di tenere sotto controllo l’andamento dei prezzi – conclude la presidente – per evitare speculazioni e per intervenire tempestivamente se la situazione dovesse aggravarsi. Le famiglie non possono sopportare un’altra impennata dei costi energetici”.
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