Carburanti, il gasolio resta sopra i 2 euro. Unc: “Il taglio delle accise non basta”
Un distributore di benzina
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Firenze, 25 marzo 2026 – Il taglio delle accise ha portato un alleggerimento dei prezzi, ma non abbastanza. In Toscana il gasolio continua a restare sopra i 2 euro al litro nei distributori più cari e lungo la rete autostradale. E con la misura destinata a scadere l’8 aprile, il rischio è quello di un nuovo rialzo nel giro di poche settimane.
Quanto si paga oggi la benzina in Toscana
Secondo i dati comunicati in data di oggi dagli impianti di distribuzione all’Osservaprezzi del ministero, a Firenze la benzina verde si attesta intorno a 1,7 euro al litro in modalità self service e può arrivare a 1,9 nel servito, mentre il gasolio resta sopra i 2 euro nel self e raggiunge anche i 2,3 euro nel servito.
Situazione simile nelle altre città: a Pisa, nella zona di Cisanello, la benzina servita arriva a 2,09 euro al litro e il gasolio a 2,37, mentre il self si attesta rispettivamente a 1,79 e 2,06. A Livorno i prezzi sono sostanzialmente in linea con queste cifre nei distributori più cari.
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A Siena, in viale Toselli, si registra la “maglia nera” cittadina con gasolio servito a 2,34 euro e benzina a 1,99, mentre il self si mantiene su 1,74 per la verde e 2,07 per il diesel.
Ancora più critica la situazione in autostrada, dove il gasolio self supera i 2 euro al litro e la benzina si mantiene intorno a 1,7 euro.
Quanto sono scesi benzina e diesel dopo taglio accise
Secondo i dati dell’Unione nazionale vonsumatori, il 21 marzo il prezzo medio della benzina in Toscana era di 1,695 euro al litro, con un calo di 18,3 cent rispetto al 19 marzo, giorno in cui è scattato il taglio delle accise, ed un risparmio di 9,15 euro su un pieno da 50 litri. Per il gasolio il prezzo medio si attestava a 1,950 euro, con una diminuzione di 16,6 cent ed un risparmio di 8,30 euro a rifornimento. Numeri che però non rispecchiano pienamente l’impatto atteso del taglio delle accise, fissato in circa 24 centesimi al litro.
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“Dopo tre giorni da quando è entrato in vigore il taglio delle accise sui carburanti di 20 cent, 24,4 con l'Iva, non solo i prezzi del gasolio in autostrada sono ancora sopra i 2 euro, ma in nessuna regione italiana – afferma Unc – si è raggiunta quella riduzione. Inoltre, a dimostrazione che questa anomalia non dipende dal rialzo del greggio, persistono divari regionali ingiustificabili, con flessioni che variano, sommando i due giorni in cui i prezzi sono calati (il 19 marzo sono saliti), per la benzina dai -14,4 cent al litro della Campania ai -19,7 della Valle d'Aosta, un gap di oltre 5 cent (5,3), per il gasolio dai -12,6 cent al litro del Molise, un calo di quasi la metà di quanto atteso, ai -18,6 della Valle d'Aosta, con una differenza di 6 cent”.
"E' evidente che– dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori – che se a fronte di un abbassamento delle accise che dura appena 20 giorni, c'è chi attende più di 3 giorni per adeguare i prezzi, vuol dire che incassa il 15% di quello che sarebbe spettato agli automobilisti. Un fatto gravissimo contro il quale il decreto non ha previsto alcuna pena, non dando nessuna arma in più né all'Antitrust né alla guardia di finanza, che potrà solo multarli per irregolarità amministrative, laddove le riscontrasse".
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