9 marzo, le nozze di Napoleone. Sapete che voleva cambiare il Giglio a Firenze?
Napoleone e il Giglio di Firenze
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Firenze, 9 marzo 2026 – Il 9 marzo 1796, Napoleone Bonaparte sposò civilmente a Parigi Giuseppina di Beauharnais, vedova del visconte Alexandre de Beauharnais. Due giorni dopo partì per la campagna d'Italia, pronto a sottomettere anche la Toscana. E tra le sue intenzioni c'era anche quella di sostituire il simbolo emblema di Firenze: il Giglio. Ma non ci riuscì, perché i fiorentini non l'avrebbero mai accettato.
Le nozze di Napoleone
La cerimonia avvenne poco prima della partenza di Napoleone per la campagna d'Italia. La coppia, nota per il loro legame turbolento, fu poi incoronata imperatore e imperatrice nel 1804. Si innamorarono nel 1795, poco prima del matrimonio. E le curiosità su di loro non mancano. Sui documenti di matrimonio ad esempio, le loro età vennero falsificate per ridurre la differenza d'età (lei era infatti di 6 anni più grande). Napoleone le aveva regalato un piccolo anello di zaffiro come fede nuziale, e all'interno fece incidere queste parole: “Al Destino”. A causa della mancanza di un erede, il matrimonio terminò con il divorzio nel 1809, portando Napoleone a sposare successivamente Maria Luisa d'Austria. Ma intanto quel 9 marzo 1796, Napoleone, dopo le nozze, esclamò: “È mia. Come lo sarà l’Italia.”
Il potere sulla Toscana
Partirà appena due giorni dopo le nozze per la campagna d'Italia. Con l'occupazione napoleonica e l'annessione all'Impero francese, nel 1808, la Toscana cambiò il proprio assetto amministrativo. Il ritorno del granduca Ferdinando III avverrà solo nel 1814, ma nel frattempo Firenze da capitale granducale divenne centro dipartimentale, con Elisa Baciocchi (sorella di Napoleone) come reggente. Introdusse la legislazione francese, applicò una modernizzazione delle istituzioni, e Napoleone tentò persino di cambiare il simbolo di Firenze con un decreto del 13 giugno 1811, imponendo un fiore su un prato verde con tre api d'oro. Che però non fu mai accettato né adottato dai fiorentini.
La storia del Giglio di Firenze
Era il 25 luglio 1929 quando il Giglio divenne ufficialmente il simbolo di Firenze. Da secoli ci rappresenta, ma è solo in questa data che il governo italiano ne riconobbe l’uso con un regio decreto: “Uno scudo ovato d’argento, il giglio aperto e bottonato di rosso”. Ma il Giglio Fiorentino non è nato allora. Affonda le radici nell’XI secolo, forse ispirato all’iris florentina, il giaggiolo bianco che cresce spontaneo nelle campagne. Così iconico che in araldica si parla di “giglio di Firenze” per indicare proprio i fiori sbocciati. Nel Medioevo era bianco su sfondo rosso: poi i Guelfi, per distinguersi dai Ghibellini, lo invertirono nei colori. E da allora è rimasto rosso su bianco. Un simbolo che ha resistito a guerre, rivoluzioni e persino, come dicevamo, a Napoleone, che voleva proporre uno stemma totalmente diverso. Il Giglio di Firenze, sotto forma di gonfalone (bandiera), oltre che nelle sedi istituzionali, è oggi presente nelle più importanti cerimonie celebrative, accompagnato dalla Famiglia del Gonfalone che lo scorta in corteo dentro e fuori i confini cittadini.
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