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23 marzo, nasce la Contessa di Castiglione. Virginia Oldoini: la donna (dimenticata) dell’Unità d'Italia

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Firenze, 22 marzo 2026 – Il 23 marzo del 1837 nasceva a Firenze Virginia Oldoini, meglio nota come la Contessa di Castiglione. Discendente da una delle più nobili famiglie toscane, trascorse a Firenze gli anni della sua infanzia. ‘Femme fatale’ del Risorgimento, era considerata tra le donne più belle ed affascinanti del tempo. La sua bellezza, intelligenza e disinibizione indussero Cavour (del quale era lontana parente) e Vittorio Emanuele II a servirsene per una ‘missione diplomatica’ a Parigi finalizzata ad ottenere l’appoggio di Napoleone III alla causa nazionale italiana.

Era una donna indipendente, senza mezze misure, colta, e proiettata nel futuro. Una donna che, con il culto della propria immagine, immortalata in centinaia di scatti dal fotografo parigino Pierson, è vicina a noi, ai nostri tempi, quelli degli imagine makers e degli influencers. Era una donna bellissima, che si conquistò l’appellativo di “meravigliosa statua di carne”. Su mandato del conte di Cavour, suo cugino acquisito, sedusse Napoleone III convincendolo a fare la guerra a fianco del Piemonte votandolo alla causa italiana e dando così l’avvio alla fondamentale alleanza che fece, del piccolo Piemonte, il centro motore per l’annessione del resto d’Italia, che portò poi all’unificazione. Facile intuire quali mezzi questa donna bellissima usò per circuire l’imperatore e sensibilizzarlo al progetto di indipendenza italiana.

La Oldoini, dopo i quarant’anni, sentendosi ormai vecchia e inutile, decise volontariamente di lasciarsi andare e di vivere da emarginata piena di livore verso l’ingrata Italia ufficiale che, non solo non ne aveva riconosciuto e celebrato l’apporto decisivo all’Unità, ma che ha sempre cercato di sminuirne peso e valore. Il volontario tramonto della Contessa è stato un dispetto rivolto a quanti non ne hanno voluto riconoscere il valore. Una sorta di autodistruzione capace, secondo le intenzioni della donna, di perpetuare nell’Italia un perenne senso di colpa.

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