12 maggio, Prato celebra 70 anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale
Giuliano Amato alla cerimonia per il 70esimo anniversario (Imagoeconomica)
Articolo: Firenze, da giugno arriva Cerbero: multe e intelligenza artificiale, quattro auto nei quartieri
Articolo: Cantiere in viale Borgo Valsugana, rischio caos per il traffico
Articolo: La spiaggia più bella d’Italia si trova in Toscana, la classifica 2026 di Skyscanner
Firenze, 12 maggio 2026 – Una memoria viva che porta dritta all’oggi. È quella che riguarda il settantesimo anniversario del primo storico pronunciamento della Corte costituzionale, che ebbe origine proprio da Prato, a cui oggi è dedicata una giornata di studi.
Prato e la prima sentenza della Corte costituzionale
Tutto nacque dalla richiesta di verifica di legittimità costituzionale sollevata dall’allora giovane pretore di Prato Antonino Caponnetto che – nel dicembre 1955, anche su richiesta dell’avvocato Mario Bocci – decise di sospendere i procedimenti penali a carico dell’operaio Enzo Catani e del venditore ambulante Sergio Masi che avevano contravvenuto all’articolo 113 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza del 1931. Catani aveva distribuito volantini per pubblicizzare una festa alla Casa del popolo di Coiano, Masi aveva usato l’altoparlante per attirare l’attenzione sulla sua merce.
La sentenza della Corte, che in primo luogo affermò il suo ruolo e la competenza in materia, fu chiara: le norme erano incompatibili con l’articolo 21 della Costituzione e quindi decadevano. Il dibattito vide protagonisti giuristi di primo piano: i giudici della Corte, presieduta da Enrico De Nicola; i difensori di Catani e Masi:........
