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La partita delle aree Enel: due aziende si contendono gli spazi dell’ex centrale

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08.04.2026

Una porzione delle aree in dismissione della ex centrale Enel di Vallegrande

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La Spezia, 8 aprile 2026 – A contendersi le aree dismesse dell’ex centrale Enel sono due grandi aziende del manifatturiero, che dopo diversi sopralluoghi avrebbero già firmato un memorandum di riservatezza. A due anni dalla pubblicazione della manifestazione d’interesse per l’acquisizione e la riqualificazione di parte del sito industriale, dall’alone di mistero che ha caratterizzato il procedimento filtrano timide indicazioni. È accaduto nel corso della riunione della seconda commissione consiliare chiesta dal Pd per fare il punto sul futuro della centrale, al quale hanno preso parte per Enel il responsabile nazionale della filiera carbone Nicola Bracaloni, e il direttore dell’impianto e responsabile del decommissioning, Vincenzo Cenci. Un punto di svolta importante verso il riutilizzo dell’area, sulla quale però sono ancora troppi gli interrogativi rimasti senza risposta.

“Per la prima volta da quando sono scaduti i termini della manifestazione di interessi indetta dalla società abbiamo potuto fare domande e ottenere risposte, anche se certamente non tutte quelle che avremmo voluto” dice Martina Giannetti, consigliere del Pd, che evidenzia come sia emerso dalla riunione che “nel frattempo sono pervenuti contatti informali da altri operatori dei settori di nautica, servizi e infrastrutture, che potrebbero aprire a un eventuale ampliamento del perimetro di sviluppo. Insomma, tutto ciò che si muove si muove su iniziativa della società o su impulso di soggetti terzi, senza che vi sia notizia di interlocuzioni di Comune e Provincia con gli altri livelli istituzionali, da Regione a Ministero né tanto meno di un intervento della Giunta che vada oltre la delibera dello scorso gennaio, semplice atto di indirizzo propedeutico a qualsiasi tipo di decisione o programmazione”.

Per la consigliera Pd “il risultato è un clamoroso ritardo, che ci ha portati a porci il problema della pianificazione quando già i possibili investitori hanno già avanzato le loro proposte, già vagliate dalla società. Come si può pensare di pianificare al buio, senza conoscere nulla del dibattito e delle proposte progettuali avanzate dalle aziende nel dialogo riservato con Enel, consapevoli che anche volendo non ci sono i tempi per compiere tutto questo lavoro in questa consiliatura? Aver trattato il dibattito su quell’area come una discussione su una qualunque operazione immobiliare effettuata da privat – dice ancora la Giannetti – su cui il Comune può avere al massimo un ruolo di supervisione, è stato un errore contemporaneamente tattico e strategico. Purtroppo, rischia di risentirne il futuro della Spezia, del Golfo intero e delle prossime generazioni.

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