La nostra storia. Il 7 marzo drammatico. Dagli scioperi in piazza alla deportazione
Prato non dimentica: le rappresaglie, i rastrellamenti, la caccia all’uomo. Nei campi di concentramento 151 persone, solo 18 i sopravvissuti. Ponzecchi, Tesi, Bartoletti, Nanni, Tesi, Paoli. Le famiglie spezzate.
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Brucia ancora nelle famiglie che hanno perso i propri cari e nella comunità pratese il dolore inferto nel marzo del 1944 dai nazifascisti. La città portava nelle rovine di case e fabbriche i segni dei bombardamenti degli Alleati e da pochi mesi aveva dovuto fare i conti con l’azione distruttiva dei tedeschi: esplosivi, sabotaggi e requisizioni dei macchinari, in filature e tessiture. Tra il 4 e il 7 marzo ci fu una grande mobilitazione per organizzare uno sciopero nelle fabbriche. Quando il Cnl dell’Alta Italia con le parole d’ordine "Pane, lavoro, pace, libertà" proclamò lo sciopero generale in........
