Povertà, quasi il 5% dei toscani è sotto la soglia minima: “Reddito d’inclusione fondamentale”
Quasi il 5 per cento dei toscani è sotto la soglia di povertà
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Firenze, 4 marzo 2026 – Nel 2024, ai Centri Caritas distribuiti nelle varie zone della Toscana, si sono rivolte 29.297 persone in situazione di fragiità, con un incremento del 3,9% sull’anno precedente. È un altro dei dati del Rapporto, a conferma delle difficoltà di tante famiglie. Entrando nello specifico, la maggior parte degli utenti è composta da donne, mentre la distribuzione per età mostra una forte concentrazione tra i 25 e i 54 anni (59,5%). È inoltre in aumento la quota di persone con 65 anni o più, che raggiunge il 16% del totale. Infine, gli stranieri costituiscono il 60,8% degli utenti, benché in calo rispetto agli anni precedenti.
Altro tema attenzionato, quello della povertà lavorativa, ovvero l’insieme dei casi in cui il fatto di avere un’occupazione non basta a risolvere le difficoltà economiche. In base allo studio, il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito; e questa percentuale sale per i monogenitori con almeno un figlio (12,7%) e i single (11,8%). Si tratta di nuclei in cui l’assenza di un secondo reddito potenziale rende più difficile compensare livelli salariali modesti e più frequente la collocazione al di sotto della soglia di povertà, soprattutto in presenza di carichi familiari. Diversa l’incidenza del lavoro povero in base settore di attività economica. Nel 2024 i livelli più elevati si sono manifestati in pesca e agricoltura (55,8%); servizi pubblici, sociali e personali (53,6%); ristorazione e turismo (50,6%).
Dichiarazioni istituzionali
“Il rapporto - ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani - è uno strumento efficace per trarre indicazioni di intervento. La fascia di povertà, seppur con dati migliori della media nazionale, è presente e consistenti. Come Regione ci stiamo impegnando su tre direttrici: servizi, casa e lavoro”. Fra le misure ricordate, “Nidi gratis” e “Libri Gratis”, rese possibili anche grazie a fondi europei che sostengono anche i prossimi interventi su case e alloggi per le fasce in difficoltà.
“La questione della povertà – ha detto l’assessora a sanità e sociale, Monia Monni - si intreccia col tema del lavoro, un lavoro che è sempre più insicuro e mal pagato. Spesso le persone si alzano presto la mattina, lavorano tutto il giorno ma questo non consente loro di avere una vita serena e di far fronte alle spese. Sempre più spesso nuclei anche monofamiliari si trovano a dover scegliere di rimettere la spesa sullo scaffale perché gli stipendi non tengono il passo con il costo della vita”.
Transizione dal Reddito di Cittadinanza
Il Rapporto ha analizzato anche il passaggio dal Reddito di cittadinanza (Rdc) all’Assegno di inclusione (Adi) e al Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl). Nel 2024, in Toscana, 37.916 persone (19.467 nuclei familiari) risultavano beneficiarie di almeno una mensilità di Adi e 3.169 del Sfl, per un totale di 41.085 soggetti, a fronte dei 73.134 che beneficiavano di Rdc nel 2023.
A questo ridimensionamento si è accompagnato, però, un aumento dell’importo medio, pari a 568 euro mensili per l’Adi contro i 478 euro del RdC nel 2023. Le risorse messe a disposizione delle famiglie in condizione di povertà risultano diminuite: nel 2024 in Toscana erano pari a 113,2 milioni di euro, contro i 171,9 milioni del 2023 del RdC.
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