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Stop Autovelox non a norma. Le vecchie multe restano, ecco come fare ricorso. La guida

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20.07.2026

Autovelox, una guida (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Firenze, 20 luglio 2026 – Autovelox, stop agli apparecchi non omologati e regole più severe. Il 12 luglio è entrato in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che mette ordine nel complesso sistema dei rilevatori, introducendo regole unitarie per omologazione, taratura e verifiche tecniche dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità. Un provvedimento atteso da anni, nato dopo le numerose sentenze che avevano messo in discussione la validità di migliaia di multe elevate da apparecchi soltanto approvati, ma non omologati.

Attenzione: la nuova normativa non è una sanatoria per le multe pregresse. Gli automobilisti devono essere consapevoli che il decreto non significa la cancellazione automatica delle multe già ricevute. Ogni verbale continuerà infatti a essere valutato caso per caso, sulla base della normativa vigente al momento dell’accertamento e dell’eventuale ricorso presentato.

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L’entrata in vigore del nuovo decreto sugli autovelox, dal 12 luglio scorso, non mette comunque la parola fine ai ricorsi contro le multe per eccesso di velocità. Ma è necessario distinguere tra le sanzioni elevate prima e dopo la nuova disciplina, perché cambiano i presupposti. Vediamoli. Per i verbali notificati prima del 12 luglio, continua infatti a trovare applicazione l’orientamento della Corte di Cassazione che ha ribadito la differenza tra approvazione e omologazione degli autovelox. Secondo i giudici, i due concetti non coincidono e un dispositivo soltanto approvato potrebbe non essere sufficiente a legittimare l’accertamento dell’infrazione.

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