Rocchi: “Per chi tifo? Non ho squadra. Non prendo in considerazione gli arbitri disonesti. Impossibile non fare errori, siamo umani”
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Firenze – Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è attualmente indagato per concorso in frode sportiva. Al centro c'è un presunto incontro che Rocchi avrebbe avuto a San Siro il 2 aprile 2025 e in cui avrebbe deciso direttori di gara "graditi all'Inter". "Si può capire con chi parla. Il focus è quello del mondo arbitrale", è la frase che gli inquirenti riferiscono a chi chiede di dare un volto ai due-tre presunti ignoti al centro di uno degli episodi chiave del fascicolo affidato al pubblico ministero Maurizio Ascione. Sono 5 gli indagati: oltre a Rocchi, il supervisore Var Andrea Gervasoni e gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo; Daniele Paterna è accusato di falsa testimonianza. Cinque sono le partite su cui si concentra l’indagine che prende forma nell'ottobre 2024. Rocchi ha deciso di non presentarsi all’interrogatorio dei pm in calendario il 30 aprile 2026. Qui ripubblichiamo l’intervista concessa da Rocchi a La Nazione il 3 agosto 2025 e firmata da Erika Pontini, capocronista di Firenze.
Gianluca Rocchi, fiorentino doc, dove è nato?
“A Firenze e vivo a Soffiano da sempre. Mi sono spostato venti metri di casa”.
Il ricordo di bambino.
“Il primo giorno di scuola, ero terrorizzato. Uno di quei bimbi attaccati alla gonna di mamma, fortuna l’arbitraggio che mi ha sbloccato”.
Quando compare il calcio?
“A dieci anni con la Cattolica Virtus. Mi piaceva ma non ero particolarmente portato”.
Quando ha deciso di saltare il fosso e perché?
“Un amico mi dice ‘fai un’altra esperienza’ e mi consiglia di provare ad arbitrare. Inizi quasi per scherzo, senza pensare di arrivare qui e senza sapere che palestra di vita sarebbe stata. Ti forma come uomo”.
La prima partita arbitrata?
“A 16 anni. E’ stato il momento che mi ha cambiato la vita. San Casciano-Val di Pesa: mi accompagnò la mamma e ricordo come fosse ora........
